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CONGENIALITA' E TRADUZIONE, (a cura di) Paola Carbone, Mimesis, Milano 1998

Accanto a molti libri che trattano della teoria della traduzione abbiamo ritenuto se ne potesse proporre uno dedicato al 'mestiere di traduttore'. Nel convegno dal titolo Congenialità e traduzione, tenutosi presso il Centro Linguistico della Libera Università IULM, ad alcuni noti anglisti-traduttori dell'Università italiana è stato chiesto di illustrare le motivazioni che li avevano indotti a cimentarsi nel difficile compito di volgere in italiano rispettivamente Chaucer, Wordsworth, Browning, Byron e dall'italiano in inglese Calasso. Lo scopo era quello di capire quale sia il 'senso pratico del tradurre', ovvero l'intima esperienza della scoperta e della ri/creazione di un testo letterario nel suo farsi. Con lo stesso proposito è stato poi chiesto loro di confrontarsi nella traduzione di tre brevi testi poetici di Wallace Stevens ed Emily Dickinson. Ne è seguito un vivace dibattito, in cui si sono intrecciati spunti polemici, osservazioni contingenti e considerazioni tecniche sul tradurre. La traduzione è una scelta di 'congenialità' tra il traduttore e il testo tradotto: l'opera è eletta perché possiede un insieme di caratteristiche che attraggono, in una sorta di complicità amorosa, chi si accinge a volgere il testo nella propria lingua. Ma la traduzione è anche una lotta col testo nel senso che essa è sia un'interpretazione sia un giudizio critico.

  INDICE

Premessa

Introduzione

RELAZIONI

I."Demolire" e "ricostruire" Chaucer, Ermanno Barisone

II.Wordsworth, tradurre il sublime, Massimo Bacigalupo

III. Nel labirinto del verso,Tomaso Kemeny

IV. Tradurre Browning: opzioni, resistenze, "pentimenti", Angelo Righetti

V. Translating Calasso, Tim Parks

TAVOLA ROTONDA

Breve dibattito
Traduzione, recitazione e discussione di tre brani poetici da Wallace Stevens e Emily Dickinson

Elenco degli autori